Alla caduta della Repubblica, a causa dell’abolizione di una classe nobiliare e dei rovinosi stati economici di molte delle famiglie che avevano contribuito alla grandezza di Venezia, la Riviera del Brenta si vede costretta a cambiare volto.
Il territorio non fu risparmiato dalle razzie e dai profondi cambiamenti di gusto. Tra i casi più clamorosi di scempio del patrimonio, si ricordano lo strappo e il trasporto in Francia degli affreschi di Giambattista Tiepolo a Villa Contarini dei Leoni di Mira e la vendita di Villa Pisani di Strà alla corona francese, la quale la riammoderò secondo gusti politico-culturali più aggiornati.
Alcune ville furono distrutte, altre abbandonate all’incuria. In tempi di guerra non fu infrequente vedere le barchesse e le foresterie adibite a depositi d’armi, ospedali e caserme, con danni che solo possiamo immaginare. Molte ville vedono continue vendite anche a famiglie non più strettamente veneziane.
Nel corso dell’Ottocento, tuttavia, pur nel cambiamento loro antico aspetto e pur adibite a nuovi usi, alcune ville si vedono incorniciate da nuovi, grandi e lussuosi parchi all’inglese, come quelli delle ville Pisani e Barbariga di Strà o di Villa Brusoni Scalella di Sambruson, autentici gioielli che testimoniano l’adeguamento della Riviera ad uno stile internazionale.
Grazie alla cura di alcuni proprietari, questi grandi parchi sono oggi uno dei fiori all’occhiello della terra rivierasca.
Vuoi entrare a far parte della nostra associazione? Clicca qui